lunedì 20 febbraio 2017

La macchina del tempo

Titolo: La macchina del tempo
Autore: H.G. Wells
Pagine: 192
Prezzo: € 3.99 ebook - € 10 cartaceo
Inghilterra, fine Ottocento. Quando ha raccontato agli amici di aver escogitato un marchingegno per viaggiare attraverso i secoli, nessuno l’ha preso sul serio. Il Viaggiatore del Tempo è un uomo eccentrico, un inventore: difficile prendere per buono tutto quello che la sua mente partorisce. Eppure, le cicatrici sul suo corpo sembrano supportare la veridicità di ciò che racconta: un viaggio in un futuro lontanissimo, in cui si è perso il ricordo del mondo conosciuto, popolato da creature fragili e pacifiche sottomesse a esseri crudeli e ripugnanti che si nutrono della loro carne. I Morlock – così sono chiamate le creature malvagie che abitano gli anfratti oscuri della Terra – hanno tenuto imprigionato il Viaggiatore nella loro dimensione temporale, un universo che nessuna intelligenza avrebbe mai concepito così desolante e inumano. È questa la meta cui conduce il genio più luminoso? È forse questo il destino riservato a coloro che osano superare i limiti di ciò di cui l’uomo è misura? Il viaggio più strabiliante che sia mai stato compiuto, l’avventura folle e visionaria che ciascuno, almeno una volta, ha sognato di intraprendere.

Scarabocchio: Wells viene considerato, giustamente, uno dei primi scrittori di Fantascienza.
Dal canto mio, questo è il primo libro che leggo e devo dire che dopo l'iniziale smarrimento, l'ho trovato molto interessante. 

Questo libro parla di un viaggio nel tempo. 
Riporta, quasi ne dettaglio, ciò che il narratore ha vissuto durante il periodo in cui ha visitato il futuro (ben più lontano della sua e della nostra epoca). 
Trovo strano leggere di un mondo così lontano scritto in quel periodo. Non chiedetemi il motivo, non saprei come spiegarmi. Son comunque rimasta affascinata dal mondo che è stato creato. Tanto semplice ma anche molto spietato, con le sue imperfezioni e la sua logica conclusione. 
Forse è per questo che ho trovato strana la lettura. 
Il tipo di futuro raccontato non è poi così assurdo se pensiamo alla vita di oggi. Quasi una logica evoluzione di ciò che siamo ora ed è strano perché è stata scritta da una persona che comunque non vive nel nostro periodo. 

Ho trovato molto carini gli esserini del mondo di sopra. Piccoli, aggraziati, felici... Perfetti nella loro ignoranza. 
Avrei voluto sapere di più sugli esseri che invece vivono nascosti. I Morlock sono gli esseri più complicati che io abbia mai visto e avrei preferito capire molto di più sulla loro evoluzione... non posso dire che siano veramente spietati ma di certo non sono "carini e coccolosi". 

Un passaggio che ho trovato bellissimo e al tempo stesso tristissimo è il dopo. 
Quando il Viaggiatore riesce ad andare via dal mondo popolato dalle due specie, si ritrova in un futuro ancora più solitario e definitivo. Un mondo alla deriva, forse alla fine della sua vita. 
Un momento così bello e così triste che mi ha angosciato moltissimo ma che allo stesso tempo mi ha conquistato. 

Adesso, non vedo l'ora di leggere "L'isola del dottor Moreau".

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