mercoledì 12 aprile 2017

La vegetariana


Titolo: La vegetariana
Autore: Han Kang
Pagine: 176
Prezzo: € 18 
Uscita: 13 Ottobre 2016
"Ho fatto un sogno" dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l'ideale di un'estatica dissoluzione nell'indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell'ordinario quando si inceppa il principio di realtà - proprio come avviene nei sogni più pericolosi.

Scarabocchio: Vi dico subito che questa, sarà una recensione con alto rischio di SPOILER
Quindi, se non vi piacciono, sappiate che non ho ancora capito se è un libro che mi piace o meno. Sicuramente mi ha confuso moltissimo ma dopo quattro giorni, ancora non riesco a sbilanciarmi.
Mi ha messo ansia, mi ha fatto anche un pò paura e mi ha fatto tantissima rabbia ma non posso dirvi se questi sentimenti siano poi positivi o meno. 

Se invece, lo SPOILER non vi interessa, potete continuare a leggere. 


Prima di tutto, vi dico che il titolo inganna.
La protagonista, Yeong-hye, non è assolutamente vegetariana ma Vegana. Lo so che potrei essere un pò troppo puntigliosa ma sono due cose assolutamente diverse e dato il libro, mi sarei aspettata una veridicità differente.
La giovane donna, dopo aver fatto un sogno, elimina totalmente non solo la carne ma anche tutti i prodotti derivati dagli animali e se inizialmente, dice al marito che lui può mangiare quello che vuole (fuori casa), ben presto ci accordiamo che non la pensa veramente così.
Questa storia parla di una vita e di una psiche che cambiano velocemente e verso il basso.
Quello che nasce come un sogno, diventa un'incubo.

Il libro è diviso in tre atti. Tre punti di vista differenti che però trattano una cosa comune; Yeong-hye.
Nel primo, abbiamo il marito che inizialmente non comprende la decisione della moglie ma in qualche modo si adegua, anche perché crede sia solo una sbandata passeggera. Quando però la cosa diventa continua ed intacca sia la sfera intima che quella lavorativa, allora basta, bisogna intervenire ma la il risultato è che lei, tenta il suicidio.
Permettetemi di dirvi che già da qui, ho provato un miscuglio di rabbia, dubbi e stupore.
Sono sempre stata dell'idea che una persona possa fare quello che crede e quindi, se Yeong vuole mangiare solo frutta e verdura, nessun problema. Quello che però non ho mai apprezzato è l'imposizione ad altre persone e non solo per una questione culinaria. La donna, smette di aver rapporti con il marito perché puzza di carne e vive in modo apatico ogni cosa, ogni dettaglio.
Parlo di decadimento psichico perché dal mio punto di vista, non è solo "Ho fatto un sogno" ma è proprio un disturbo. L'apatia ed il tentato suicidio.... ma veramente?!
Nel secondo atto, che ho apprezzato in modo relativo, scopriamo che la donna riesce a svegliarsi dall'apatia quando vede un corpo interamente decorato da fiori.
Si, praticamente Yeong si eccita nel vedere una pianta.
Non voglio sminuire questo passaggio perché sono certa che la scrittrice volesse trasmettere qualcosa di importante ma io non sono riuscita a cogliere quel qualcosa e sono rimasta solo con quel dettaglio tra lo scandaloso e l'agghiacciante. Anche se poi, senza questo dettaglio, l'atto perderebbe ogni senso perché viene raccontato attraverso gli occhi del cognato che sviluppa un'ossessione per Lei.
In ultimo, la storia viene raccontata dalla sorella ed in quel momento vediamo in tutto il suo "splendore" il disagio di Yeong.
Si crede un'albero e quindi, non vuole più mangiare perché non le serve.
Peccato che il suo corpo stia pian piano deperendo ma, ne l'insistenza della sorella e nemmeno l'imposizione dei medici riescono a farla desistere. Lei vive nel suo mondo, incurante del resto.

Ho cercato altre recensioni di questo libro, per capire cosa mi stesse sfuggendo.
Come avete avuto modo di leggere adesso, provo molti stati d'animo perché da un lato sono rimasta affascinata dai dettagli (e ci sono) ma dall'altro non riesco a capire moltissime cose.
Yeong non è semplicemente una donna che decide di cambiare alimentazione per un fine superiore. Lei cambia, dopo l'incubo che comunque diventa ricorrente, come un'ossessione.
Parte per la tangente, si stacca dal mondo per vivere chissà dove. Non è solo un modo per dire che l'opinione pubblica non è disposta ad accettarti per come sei veramente, qui si tratta di malattia mentale.
Han Kang voleva dire questo? Non ve lo so dire.
Sicuramente io, non posso condividere quello che muove la protagonista. Mi avvicino molto sia all'ex marito che alla sorella...

Se l'avete interpretato in modo differente, fatemelo sapere!

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