lunedì 13 novembre 2017

La signora dello zoo di Varsavia - [FILM]

Ispirato alla storia vera di Jan e Antonina Zabinski, La signora dello zoo di Varsavia è un racconto di eroismo civile in tempo di guerra, e insieme una dichiarazione d'amore per la natura e gli animali.
Sul finire del 1939, le truppe naziste bombardano la capitale polacca, riducendo il famoso zoo a un cumulo di macerie. Il direttore della struttura e sua moglie assistono impotenti all'occupazione del Paese e alla costruzione del ghetto ebraico. Ma con l'inizio delle deportazioni, nel 1942, la coppia si mobilita per nascondere intere famiglie di Ebrei all'interno del giardino zoologico, mascherato da allevamento di maiali. La villa degli Zabinski e le vecchie gabbie ancora intatte diventano un rifugio segreto al riparo dai feroci nazisti. "La casa sotto la folle stella", com'era chiamato lo zoo al tempo del suo massimo splendore, viene ricordata per aver salvato circa trecento Ebrei dal genocidio.
Giovedì, nelle sale italiane, esce finalmente La signora dello zoo di Varsavia
Dopo quasi un mese dalla visione, posso parlarvi di questo film emozionante e spettacolare. 

Non sono mai stata una grande amante dei film storici e dei film tratti da storie vere. I primi di solito mi annoiano un sacco mentre gli altri, mi angosciano in un modo talmente profondo che poi, mi ci vuole una vita a "riprendermi". 

Questa storia però, mi ha fatto piacere vederla, perché per quanto mi abbia commosso per ben due ore (e più), trovo che sia una realistica bellezza a metà tra il tragico ed il speranzoso. Ci fa capire la portata dell'amore e del coraggio della gente di tutto il mondo e che anche in un momento buio, non bisogna mai darsi per vinti. 

Jan e Antonina gestiscono uno splendido zoo a Varsavia. Sono mossi da un grande amore verso gli animali e lo si capisce sia dalle persone che lavorano per loro, sia dagli animali che si fidano fino al punto di poterli tenere abbastanza liberi. 
La coppia vive in un'angolo di paradiso, fino al giorno in cui le truppe naziste iniziano a bombardare la capitale e lo zoo viene decimato. Quello però, sarà solo l'inizio di un periodo buio. 
Nel 1942, con l'inizio delle deportazioni, Jan e Antonia  vengono messi davanti ad una scelta difficile. Scappare e vivere con la paura alle calcagna oppure, rimanere e tener duro? 
Lutz Heck
Troppo legati al posto dove vivono, decidono di rimanere e mossi dall'amore per la vita, mettono a disposizione degli ebrei casa loro. Il piano è pericoloso, sopratutto perché il loro capo Lutz Heck è molto vicino a Hermann Göring e vuole usare il loro zoo per allevare gli Uri ma, grazie al debole che prova per Antonina, questo dettaglio può girare a loro favore. 
La folle corsa non durerà per sempre e la guerra viene combattuta su ogni fronte e da tutti. 
Lo zoo, riuscirà a sopravvivere, insieme a tutti i suoi occupanti? 

Le sentite le mie lacrime? 
Sentite come scorrono velocemente? 

Jessica Chastain, nei panni di Antonina, credo che sia una cosa indescrivibile. Un personaggio delicato, pieno di speranza e amore del prossimo che viene interpretato magistralmente e che coinvolge lo spettatore in modo discreto. 

Il suo personaggio è uno dei più riusciti perché inizialmente parte quasi come una piccola ragazza viziata che vive nel suo mondo fatato ma nel corso della storia, alcune di queste caratteristiche si rivelano utili e poi muta, cresce ma non perde di vista se stessa, anche se è costretta a fare cose che mai avrebbe immaginato di dover fare. 

Johan Heldenbergh, che interpreta Jan, è invece una scoperta. 

Non è certo un'uomo bellissimo e prestante ma, possiede dentro di se un magnetismo che si consolida man mano che il film procede. 
Lui è un marito che ama la sua donna, un'uomo alla mano che ama quello che fa nello zoo ma è anche un'uomo che non può sopportare le ingiustizie. 
Il suo modo di recitare ed il suo modo di trasmettere la sofferenza è quasi poetico, fa venire "il mestolino" a molti ed è difficile non perdonargli lo svarione di gelosia quando capisce che Lutz Heck è invaghito della moglie (caro, tranquillo che anche noi avremmo voluto spellarlo vivo in quella scena... e anche in tante altre!). 


Quello che mi ha più scosso, è il fatto che la storia sia realmente accaduta. 
Chiariamoci, anche se fosse stata inventata avrebbe fatto un certo effetto ma guardare determinate scene e saper della loro veridicità, rende tutto più abominevole e difficile da dimenticare. 

Come la scena in cui Jan, mentre è nel ghetto, vede la giovane Urszula mentre viene portata via da due soldati tedeschi. 

Sappiamo già cosa succederà a breve ma vederla pochi minuti dopo, sanguinante e tremante, dà a tutta la scena un realismo forse mai visto. 


C'è anche un'altra scena che mi ha profondamente angosciato ma in questo caso, avevo già avuto modo di star male mentre leggevo "La ragazza dei fiori di vetro". 
In questo caso, troviamo sempre Jan che raggiunge il Dr. Janusz Korczak sulla banchina mentre sta accompagnando i bambini che cura su un vagone. 
Jan si offre di farlo scappare ma il Dottore, non vuole lasciare soli i bambini e gli chiede una mano per far si che nessuno si spaventi più del dovuto. 
Anche in questo caso, sappiamo che cosa sta per succedere e anche se non vediamo nulla, l'intensità della scena è veramente alle stelle. 
In sintesi, vi dico che è un film da vedere!

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