mercoledì 14 febbraio 2018

Red Kedi and fluorescent green nail polish (Audiolibri)

Ed eccomi qui a parlarvi dello strumento del demonio. 
Audiolibri si o no?
Vi dirò che per anni, ho schifato gli ebook perché erano un formato a me estraneo e quindi, ne ero totalmente diffidente. Prima di riuscire ad accettarli, son passati dei mesi e adesso, dopo anni, diciamo che li tollero e capisco la loro comodità quando si viaggia. 
Con gli Audiolibri, diciamo che ho fatto la stessa cosa. 

Ho passato la fase di negazione, dove nemmeno volevo sentirne parlare. Ero simile ad una bambina che si tappava le orecchie con forza per non sentir nulla sull'argomento. Molto infantile ma assolutamente vero! 
Poi mi sono imposta di esser più matura e ho accettato la loro presenza ma, evitandoli come la peste. Per mia fortuna, chi li ascolta ne parla poco ed è stato facile evitare qualsiasi cosa legato a loro. 
Si sa però, che una volta accettata l'esistenza di qualcosa, si arriva a maturare una certa curiosità e anche io, non sono stata capace di resistere. 
Così, sconfitta, grazie ad Amazon ed a qualche sito, ho provato ad ascoltare com'è la lettura fatta da altri. 

Come prima cosa, ho beccato il Tom-Tom che leggeva Alice nel paese delle meraviglie
Ragà, volevo morire. 
Il camallo che è in me, in quel momento è uscito prepotentemente. Non sto scherzo quando dico che era il Tom-Tom. Ci mancava solo che dicesse "svoltare a destra" mentre leggeva di Alice che entrava nella tana. 
Una cosa veramente aberrante! 
Per fortuna, avevo già pronto una lettura sostitutiva. Un certo Michelini (di cui non ricordo il nome e al momento, nemmeno il libro che stava leggendo) è riuscito a farmi sbroccare nell'arco di tre secondi. 
Lo so, "sbroccare" non è esattamente un modo fine per descrivere la reazione di qualcuno ma, sapete come sono. Camallo inside. 
Comunque, l'uomo in questione ha la "R" moscia e per carità, solitamente non avrei problemi a parlare con gente che ha quel difetto ma sentire un'intero libro così.... NO. 
Bocciato, bocciatissimo, bocciatissimissimo!
Per ultimo, tanto perchè ho una vena masochistica, mi son detta "proviamo questo e se non va, ciaone!" e così, ho fatto la conoscenza di Dupin, seguito a ruota da Sherlock. 

Ora, se devo dare un giudizio maturo, gli audiolibri sono un compromesso valido per chi vuole veramente sfruttare ogni momento possibile per leggere. Possono esser usati mentre si fanno le faccende di casa, mentre si cammina o si corre, si possono ascoltare mentre si è in macchina o in qualsiasi altro momento. Non pesano come un libro cartaceo, non hai bisogno di mettere un segnalibro (che se siete come me, siete di capaci di usare anche lo scottex), non impegnano le mani. Oggettivamente parlando, sono veramente comodi. 
EPPURE. 
Eppure sono il male. 
Dato che all'alba dei 27 anni, matura lo sono in modo relativo, vi dico che si, sono più comodi di un ebook ma per trovare il file giusto, bisogna faticare molto. 
Ora, leggere ad alta voce non è poi così facile. Lo so bene e tanto di cappello a tutti quello che lo fanno in modo corretto, usando la cadenza più consona MA, per l'amor del cielo, trovare una voce che non dia sui nervi, è un'impresa inenarrabile. 
Proverò sicuramente ad ascoltare altre cose, così che magari io riesca a spuntare qualche classico (ho pronto Dracula) ma in questo momento, non posso dirmi soddisfatta dell'esperienza. 

1 commento:

  1. Non ne ho mai provato uno e in effetti il timone di trovare una voce che mi dia sui nervi pesa parecchio.

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“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)